Pubblicato il

L’evoluzione della televisione

L’evoluzione della televisione

L’evoluzione tecnologica di un oggetto di comunicazione di massa come il televisore è stata, si può dire, incredibile. Negli anni ’50 questo nuovo elettrodomestico fa la sua apparizione nelle case italiane (negli USA era già di uso domestico da una decina di anni): veri è propri armadi, di peso considerevole e molto ingombranti.

I primi erano in bianco e nero, a tubo catodico e, per lo più monocanale, ma portavano per la prima volta le immagini in movimento all’interno delle nostre case.

Da allora è stato un susseguirsi di piccole rivoluzioni, nel design, nella tecnologia e nel consumo di massa.

Si cerca di renderli più piccoli, per meglio adattarli al contesto famigliare. Si allarga la banda dei canali ricevibili, ma la vera rivoluzione si ha con la nascita delle prime TV a colori, che in

Italia arrivano alla fine degli anni ’70.

Quindi ci fu l’introduzione degli schermi Trinitron, brevettati dalla Sony, che,

grazie alla loro superficie cilindrica e non più sferica, miglioravano l’immagine presentata, evitando le bruttissime linee curve presenti verso il bordo dello schermo. Con questa tecnologia si dà il via ad una lenta trasformazione che sfocia, decenni dopo, nei primi televisori a schermo piatto.

Per apprezzare maggiormente il lato “cinematografico” del televisore, oltre ai classici TV in formato 4:3, a metà degli anni ’90 iniziano a comparire i primi TV a 16:9.

Dal 1997, invece, si può dire che comincia l’era dei televisori piatti, in sostituzione dei vecchi TV a tubo catodico, grazie a due nuove tecnologie: prima il plasma e poco dopo l’LCD.

Questa è l’ultima grande rivoluzione che permette di raggiungere dimensioni impensabili con il tubo catodico: addirittura 150

pollici. Si aprono così le porte ad un vero e proprio “cinema casalingo”, e ad una nuova era dell’Home Video Theater.

Pellegatta Mattia